Una buona notizia da Venezia – Good news from Venice

Il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, ha annunciato che in autunno saranno varate nuove regole per limitare la pubblicità selvaggia sui palazzi veneziani in ristrutturazione. Un argomento a cui tengo e di cui mi ero occupata due volte in passato:

http://nothing2d.wordpress.com/2009/04/05/ma-il-cielo-e-sempre-piu-blu/

http://nothing2d.wordpress.com/2009/03/25/il-senso-estetico-degli-italiani/

Qui trovate la notizia e alcune foto:

http://nuovavenezia.gelocal.it/multimedia/home/25703535/1

Giorgio Orsoni, the major of Venice, announced new rules to limit aggressive visual advertisment on the walls of many of the city’s palaces undergoing renovation works. Advertisments on sites such as the Doge Palace and the Bridge of Sights have ruined the city’s landscape in recent years.

Here you can find some pictures:

http://nuovavenezia.gelocal.it/multimedia/home/25703535/1

Io Venezia la preferisco così. / I prefer Venice when it looks like this:


Ma il cielo è sempre più blu

Su L’Espresso della scorsa settimana* un articolo di Manuela Pivato m’informa entusiasticamente che è stato Oliviero Toscani a creare la sgargiante campagna pubblicitaria che campeggia sulle pareti del Palazzo Ducale di Venezia. Sì, proprio quella pubblicità di occhiali  che – secondo me - interpreta benissimo le idee di Berlusconi sul senso estetico degli italiani e che potrà essere di guida a molti dei beneficiari della legge sull’aumento della cubatura. Io, visto il banale cielo blu Windows su cui si staglia il profilo della bella donna di turno, pensavo si trattasse di Bill Gates.

Epperò pare che questa pubblicità stia lì, come si dice, per una buona causa. Il restauro di Palazzo Ducale, infatti, viene pagato dallo sponsor (e non dal Comune di Venezia, dalle casse non certo pingui), lo stesso sponsor che ha il permesso di pubblicizzarsi così visibilmente sulle pareti del palazzo. Lo sponsor si è rivolto a Oliviero Toscani, il quale (Toscani stesso, o chi per lui, chiaramente) ha reso omaggio all’estetica di Windows e ha pure corredato la campagna di uno slogan originale: “Il cielo dei sospiri”. Eh sì, perchè due degli enormi e azzurrissimi pannelli sono applicati sulle pareti del palazzo che racchiudono il piccolo arco del Ponte dei Sospiri. O forse “cielo dei Sospiri” perchè i turisti che si accalcano per la fotografia rituale col Ponte sullo sfondo non potranno che levare tristi sospiri (un’educata alternativa alla bestemmia) quando si accorgeranno che il ponte, schiacciato in mezzo ai due enormi pannelli, sui loro schermetti digitali restituisce un’immagine da peep-show. Non esattamente un omaggio ai sospiri levati dai carcerati che una volta si trovavano a passare attraverso il ponte e a dare dalle sue grate l’ultimo sguardo alla loro bella!

Che Toscani abbia voluto giocare di sottigliezza e – soddisfatti i grossolani bisogni pubblicitari dello sponsor – abbia voluto impartire una lezione ai turisti che si affollano sul bacino di San Marco? Una cosa tipo: “Ah sì, tu fotografi? E io ti faccio fare la figura del guardone. Così impari, brutto collezionista di momenti morti, uomo che ha perso la capacità di ammirare con i propri occhi, e che ha bisogno di trasformare tutto in momento degno da ricordare grazie all’obiettivo, dispensatore di aure digitali!”. Il dubbio è lecito. Certo, la presentazione della campagna pubblicitaria cavalca tutt’altri toni: brio, allegria, felicità. Il “cielo dei Sospiri”, insomma, è sempre più blu.

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*L’Espresso n° 13, anno LV, 02/04/09, p. 165.


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