Alex Bunn, Folk Form Taxa – The Aubin Gallery, London
Posted: 10/08/2010 Filed under: Recensioni/Reviews | Tags: Aesthetica Magazine, Alex Bunn, exhibition, Folk Form Taxa, fotografie, London, mostra, photographs, recensione, review, The Aubin Gallery Leave a comment »A new review I wrote for the Aesthetica Magazine Blog. Alex Bunn is interested in scientific method and in what is left out by our attempts at understanding the world. His images are stylistically impeccable, original and challenging.
Link: http://aestheticamagazine.blogspot.com/2010/08/review-of-alex-bunn-folk-form-taxa-at.html
Una nuova recensione per il blog di Aesthetica Magazine. Alex Bunn ha un interesse per il metodo scientifico e nei confronti di tutto ciò che sfugge ai nostri sforzi di comprensione. Le sue immagini sono stilisticamente impeccabili, originali e provocanti.
Ecco il link: http://aestheticamagazine.blogspot.com/2010/08/review-of-alex-bunn-folk-form-taxa-at.html
Ma il cielo è sempre più blu
Posted: 05/04/2009 Filed under: Società/Society | Tags: Berlusconi, cielo blu, fotografie, Oliviero Toscani, Palazzo Ducale, peep-show, Ponte dei Sospiri, pubblicità, senso estetico degli italiani, turisti, Venezia 3 Comments »Su L’Espresso della scorsa settimana* un articolo di Manuela Pivato m’informa entusiasticamente che è stato Oliviero Toscani a creare la sgargiante campagna pubblicitaria che campeggia sulle pareti del Palazzo Ducale di Venezia. Sì, proprio quella pubblicità di occhiali che – secondo me - interpreta benissimo le idee di Berlusconi sul senso estetico degli italiani e che potrà essere di guida a molti dei beneficiari della legge sull’aumento della cubatura. Io, visto il banale cielo blu Windows su cui si staglia il profilo della bella donna di turno, pensavo si trattasse di Bill Gates.
Epperò pare che questa pubblicità stia lì, come si dice, per una buona causa. Il restauro di Palazzo Ducale, infatti, viene pagato dallo sponsor (e non dal Comune di Venezia, dalle casse non certo pingui), lo stesso sponsor che ha il permesso di pubblicizzarsi così visibilmente sulle pareti del palazzo. Lo sponsor si è rivolto a Oliviero Toscani, il quale (Toscani stesso, o chi per lui, chiaramente) ha reso omaggio all’estetica di Windows e ha pure corredato la campagna di uno slogan originale: “Il cielo dei sospiri”. Eh sì, perchè due degli enormi e azzurrissimi pannelli sono applicati sulle pareti del palazzo che racchiudono il piccolo arco del Ponte dei Sospiri. O forse “cielo dei Sospiri” perchè i turisti che si accalcano per la fotografia rituale col Ponte sullo sfondo non potranno che levare tristi sospiri (un’educata alternativa alla bestemmia) quando si accorgeranno che il ponte, schiacciato in mezzo ai due enormi pannelli, sui loro schermetti digitali restituisce un’immagine da peep-show. Non esattamente un omaggio ai sospiri levati dai carcerati che una volta si trovavano a passare attraverso il ponte e a dare dalle sue grate l’ultimo sguardo alla loro bella!
Che Toscani abbia voluto giocare di sottigliezza e – soddisfatti i grossolani bisogni pubblicitari dello sponsor – abbia voluto impartire una lezione ai turisti che si affollano sul bacino di San Marco? Una cosa tipo: “Ah sì, tu fotografi? E io ti faccio fare la figura del guardone. Così impari, brutto collezionista di momenti morti, uomo che ha perso la capacità di ammirare con i propri occhi, e che ha bisogno di trasformare tutto in momento degno da ricordare grazie all’obiettivo, dispensatore di aure digitali!”. Il dubbio è lecito. Certo, la presentazione della campagna pubblicitaria cavalca tutt’altri toni: brio, allegria, felicità. Il “cielo dei Sospiri”, insomma, è sempre più blu.

*L’Espresso n° 13, anno LV, 02/04/09, p. 165.


