E’ tempo di aggiornare: recensioni di estetica

C’è nessuno?

Io sono tornata. Negli ultimi mesi ho scritto varie recensioni di libri di filosofia per altri blog e siti. Qui vi posto i link alle recensioni di opere di estetica. Spero che possano tornare utili a qualcuno.

Per wwww.aisthesisonline.it ho recensito:

Tiziana Andina, Arthur Danto: un filosofo pop, Carocci, Roma 2010

Catharine Abell, Katerina Bantinaki (eds.), Philosophical Perspectives on Depiction, Oxford University Press, Oxford 2010

Per www.moraliaontheweb.com ho recensito:

Paolo D’Angelo, Estetica, Laterza, Roma-Bari 2011


Contro Roberto Peregalli

Domenica sera, accendo la tv, c’è Fazio, con Roberto Peregalli, uno dei collaboratori abituali del programma. Peregalli è un filosofo che spesso si occupa di architettura (non ho capito se sia anche architetto, ma qui non importa). La sua rubrica televisiva si chiama “I luoghi e la loro polvere”. E’ solo la seconda volta che lo vedo, tutte e due le volte mi è sembrato difendere tesi assolutamente condivisibili: una volta sul fatto che possiamo apprezzare anche la bellezza di paesaggi devastati (e qui, per essere precisi, più che di bellezza parlerei di “carattere espressivo”), e domenica sera sul fatto che la polvere dei luoghi, appunto, è parte del loro fascino e che quindi al restauro integrativo va preferita la conservazione del patrimonio (con tutti – o quasi – i suoi acciacchi). Discorso, ripeto, opportuno, e chiaramente occasionato dal recente terremoto e dal timore che si proceda ad una restaurazione e ricostruzione  ”proprio com’era prima”. peregalli

E allora? Tanto lo sapete che qui poster elogiativi, almeno per ora, non se ne sono visti…e allora non lo trovate anche voi insopportabile il filosofo Roberto Peregalli? Con quella voce martellante tutta di testa, quella sicumera presa pari pari da Vittorio Sgarbi, quel modo di dire “la gente fa questo…la gente fa quello”, con il suo parlare ipotattico, così poco adatto alla comunicazione al grande pubblico di argomenti piuttosto astratti? Io mi vergogno del filosofo Roberto Peregalli, perchè quell’uomo lì, in qualche modo, mi rappresenta, visto che ho studiato e continuo a studiare filosofia. E la prima cosa che Roberto Peregalli fa quando -fra l’altro- mi rappresenta, lo si capisce benissimo, lo si sente, è mostrare se stesso. La sua raffinatezza, il suo gusto, la sua dimestichezza con certi concetti che è facile non rientrino nella cassetta degli attrezzi mentale di molti spettatori, la sua capacità di costruire frasi ipotattiche, e il suo predominante, imperioso, giudizio sul pubblico: voi siete inferiori, io sono superiore. Insomma, un disastro della comunicazione.

Ora, non è soltanto una questione di stile. Non è solo che Peregalli mi sta antipatico anche se, come ho riconosciuto all’inizio, le due volte che l’ho sentito ha espresso idee che condivido. Io lo trovo proprio una presenza inopportuna. Anzitutto perchè credo che Peregalli, con quel modo di fare, parli a un pubblico abbastanza ristretto all’interno del pubblico di “Che tempo che fa”: parla a chi si sente in qualche modo attratto dalla filosofia e dalle riflessioni sull’arte ed è stato educato a ritenere un minimo di spocchiosità il marchio di garanzia di un uomo di cultura. E parla a chi le cose che lui dice le conosce più o meno quanto lui. E gli altri? Torneranno su Rai 3 al momento della Littizzetto. Penso che sia un grave errore che gli autori si accontentino di questo pubblico per Peregalli (ammesso che le cose stiano come le vedo io, ovviamente). Perchè le cose che Peregalli dice non mi sembrano accessorie, mi sembrano importanti, molto importanti. E invece lui con quel modo lì, e con quel rivolgersi implicitamente a quel pubblico lì, legittima quello che è già un luogo comune: la filosofia? roba per poche persone che hanno la capacità/voglia/fissazione/stupidità di praticarla. Noialtri al massimo possiamo limitarci a guardarli lanciare parole in aria per una decina di minuti ogni tanto. Roberto Peregalli, quindi, fa un buco nell’acqua.

In secondo luogo, e qui non ho motivo di nascondere l’interesse personale che motiva le mie osservazioni, Roberto Peregalli è un uomo, sulla cinquantina, con un accento dell’Italia del nord. In tutta Italia, isole comprese, ci sono giovani ricercatori, molti dei quali donne, che si dedicano, in gran parte senza speranze di carriera, alla filosofia. Certo, le competenze di Peregalli, filosofo-architetto, potrebbero essere uniche. Ammesso che sia così, non sarebbe bello se Peregalli, con le sue competenze, anzi che venirci a recitare il suo pezzettino ogni settimana, mandasse davanti allo schermo qualcuno di questi giovani ricercatori, di queste giovani ricercatrici, a parlare di filosofia e a rappresentare la filosofia, che in Italia non è fatta soltanto da quelli che si presentano come lui (maschi, nordici, almeno cinquantenni, auto-referenziali nel linguaggio)? Non sarebbe mica difficile: basterebbe contattare un po’ di dottorandi e ricercatori, mettersi d’accordo (per email, via skype) sull’argomento, discutere un testo e pagare il biglietto e l’albergo al ricercatore in visita per ogni puntata. Non credete che ci sarebbe un buon ritorno d’immagine per la RAI? E che magari il pubblico di “I luoghi e la loro polvere” si diversificherebbe?

P.S. Se volete leggere qualcosa di classico sull’importanza della polvere dei luoghi, prendete John Ruskin, Le sette lampade dell’architettura.


Il senso estetico degli italiani

Lo scorso 15 marzo, a Cernobbio (Como), il Presidente del Consiglio Berlusconi, interrogato in merito al nuovo piano sull’edilizia, si è detto convinto che il piano non darà adito a scempi e imbarbarimenti e ha dichiarato: “Confido nel senso estetico degli italiani”.

E via tutti a postare foto delle obbrobriose muraglie di cemento che opprimono le nostre coste e dominano le nostre colline. Cari italiani, ancora una volta non avete compreso Berlusconi, e il profondo apprezzamento per le italiche virtù da cui erano animate le sue parole. Io sono convinta che Berlusconi abbia in mente questi esempi di buon gusto, di rispetto e insieme di innovazione, e che auspichi siano d’ispirazione alla liberata edilizia nazionale (come questo, del resto):

Venezia - Ponte dei Sospiri

Venezia - Ponte dei Sospiri

Venezia - Bacino di San Marco - Nave da Crociera

Venezia - Bacino di San Marco - Nave da Crociera

Milano - Duomo

Milano - Duomo

pub-cairoli

Milano - Piazza Cairoli

Roma - Piazza del Popolo

Roma - Piazza del Popolo



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